Sito multilingua: gli errori più comuni
URL per lingua, hreflang, traduzioni automatiche, parole chiave e selettore di lingua: gli errori che fanno perdere clienti esteri e come evitarli.

Gli errori più comuni in un sito multilingua sono URL che non distinguono le lingue, tag hreflang mancanti o sbagliati, traduzioni automatiche pubblicate senza revisione, parole chiave semplicemente tradotte invece che ricercate, redirect automatici in base alla posizione e un selettore di lingua poco accessibile. Sono problemi che fanno perdere visibilità sui motori di ricerca e fiducia da parte dei clienti esteri, ma si possono evitare progettando il sito per ogni mercato fin dall’inizio.
Un sito multilingua non è un sito con un pulsante “traduci”. È un insieme di versioni pensate per persone che cercano, leggono e comprano in modo diverso. Ecco gli errori che vediamo più spesso e come correggerli.
1. Non dare a ogni lingua il suo URL
Se la lingua cambia solo con un cookie o con uno script, mantenendo lo stesso indirizzo, i motori di ricerca vedono di fatto una sola versione. Ogni lingua deve avere un URL proprio e stabile. Le soluzioni più diffuse sono tre:
- Sottocartelle (esempio.com/en/): semplici da gestire, ereditano l’autorevolezza del dominio principale. Sono spesso la scelta più pratica.
- Sottodomini (en.esempio.com): utili se le versioni sono gestite da team o sistemi diversi.
- Domini nazionali (esempio.de, esempio.fr): segnale forte per un singolo Paese, ma più costosi da mantenere.
Evita invece parametri come ?lang=en: funzionano, ma sono più fragili e meno chiari per utenti e motori.
2. Hreflang assente o configurato male
L’attributo hreflang è un’indicazione nel codice che dice ai motori di ricerca quali pagine sono versioni linguistiche l’una dell’altra e a quale pubblico è destinata ciascuna. Senza hreflang, Google può mostrare la pagina italiana a un utente tedesco o considerare due versioni come contenuti duplicati. Gli errori tipici:
- Collegamenti non reciproci: la pagina A indica la B, ma la B non indica la A.
- Codici sbagliati, come “en-UK” invece del corretto “en-GB”, o “it-IT” usato dove basterebbe “it”.
- Manca la pagina autoreferenziale: ogni versione deve indicare anche sé stessa.
- Manca il valore x-default per la pagina da mostrare quando nessuna lingua corrisponde.
- Hreflang che puntano a pagine reindirizzate, bloccate o con un canonical verso un’altra lingua.
Sono dettagli di SEO tecnica, ma hanno un impatto diretto su quale pagina vede chi ti cerca all’estero.
3. Traduzione automatica non revisionata
Gli strumenti di traduzione automatica sono migliorati molto e possono essere un ottimo punto di partenza. Pubblicare il risultato senza revisione, però, porta a termini tecnici sbagliati, tono innaturale e frasi ambigue proprio nei punti in cui il cliente decide: prezzi, condizioni, moduli di contatto. Una persona madrelingua, possibilmente esperta del settore, dovrebbe sempre rileggere almeno le pagine principali. Il copywriting in lingua fa la differenza tra un testo comprensibile e uno che convince.
4. Tradurre le parole chiave invece di ricercarle
Le persone non cercano le stesse cose con le stesse parole in Paesi diversi. La traduzione letterale della tua parola chiave italiana può avere volumi di ricerca bassissimi o un significato diverso. Per ogni mercato serve una ricerca delle parole chiave dedicata: termini usati davvero, domande frequenti, concorrenti locali. A volte cambia anche l’ordine di importanza dei servizi da mettere in evidenza.
5. Dimenticare formati, valute e contenuti locali
Localizzare significa adattare, non solo tradurre. Controlla in particolare:
- Valute e prezzi, con IVA e costi di spedizione chiari per ogni Paese.
- Formati di data, numeri e unità di misura (1.000,50 in Italia, 1,000.50 nel Regno Unito).
- Indirizzi, telefoni e orari comprensibili per chi chiama dall’estero.
- Documenti legali come privacy policy e condizioni di vendita, nelle lingue servite.
- Esempi, immagini e riferimenti culturali adatti al pubblico locale.
- Pagine dimenticate: email automatiche, messaggi di errore, PDF scaricabili rimasti solo in italiano.
6. Un selettore di lingua poco accessibile
Il selettore di lingua è un elemento piccolo con un grande peso. Gli errori più frequenti:
- Usare solo le bandiere: una bandiera rappresenta un Paese, non una lingua. Lo spagnolo si parla in molti Paesi, in Svizzera si parlano quattro lingue. Inoltre le bandiere da sole non sono leggibili dagli screen reader.
- Nomi delle lingue tradotti nella lingua corrente: scrivi “Deutsch”, “Français”, “English”, cioè ogni lingua nel proprio nome, così chi la parla la riconosce subito.
- Attributo lang mancante o sbagliato: ogni pagina deve dichiarare la propria lingua nell’elemento html, e le parole in un’altra lingua (come i nomi nel selettore) dovrebbero avere il loro attributo lang. Serve agli screen reader per la pronuncia corretta e ai motori di ricerca.
- Selettore che porta sempre alla home: chi cambia lingua dovrebbe restare sulla stessa pagina, nella versione tradotta.
Sono requisiti che rientrano nell’accessibilità web secondo le linee guida WCAG.
7. Redirect automatici in base all’IP
Reindirizzare l’utente in base al Paese da cui si collega sembra comodo, ma crea problemi: un italiano in viaggio a Berlino si ritrova il sito in tedesco, chi usa una VPN finisce nella versione sbagliata e i crawler dei motori di ricerca, che spesso operano da un unico Paese, rischiano di non vedere mai le altre versioni. Meglio proporre la lingua con un avviso discreto, basato anche sulle impostazioni del browser, e lasciare sempre la scelta all’utente.
Checklist per il tuo sito multilingua
- Ogni lingua ha URL propri e stabili.
- Hreflang reciproci, con codici corretti, autoreferenza e x-default.
- Testi principali revisionati da madrelingua.
- Ricerca delle parole chiave fatta per ciascun mercato.
- Valute, formati, documenti legali e contatti adattati.
- Selettore con nomi delle lingue in forma testuale, attributo lang corretto e permanenza sulla pagina corrente.
- Nessun redirect forzato in base all’IP.
- Sitemap che include tutte le versioni linguistiche.
In sintesi
Un sito multilingua funziona quando ogni versione è trattata come un sito pensato per quel mercato: indirizzi chiari, segnali tecnici corretti, testi revisionati e una navigazione accessibile a tutti. Se stai progettando o correggendo il tuo, scopri come lavoriamo sui siti multilingua oppure scrivi a PragaWeb per un controllo del tuo sito multilingua.
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