PragaWeb

European Accessibility Act: il tuo sito è a norma?

Dal 28 giugno 2025 l’accessibilità digitale è un obbligo anche per molte aziende private. Chi è coinvolto, cosa controllare sul sito e come adeguarsi senza rifarlo da zero.

Portatile con display braille collegato: un sito accessibile si usa anche con le tecnologie assistive

Se vendi prodotti o servizi online ai consumatori nell’Unione europea, dal 28 giugno 2025 il tuo sito o la tua app devono essere accessibili anche alle persone con disabilità. Lo stabilisce l’European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882), che ha esteso alle aziende private obblighi che prima riguardavano quasi solo la pubblica amministrazione. In pratica il sito deve potersi usare con la sola tastiera, con uno screen reader, con lo zoom al 200% e con contrasti leggibili, seguendo le linee guida WCAG.

Il tema è tutt’altro che chiuso. Secondo l’analisi WebAIM Million 2026, il 95,9% delle home page più visitate al mondo presenta ancora errori WCAG rilevabili in automatico. In Italia il quadro di attuazione si è completato nella primavera del 2026 e dall’11 marzo 2026 è attiva la piattaforma di AgID per le segnalazioni degli utenti. Vediamo chi è coinvolto, cosa controllare e come mettersi in regola.

Chi deve adeguarsi all’European Accessibility Act?

La norma riguarda chi offre ai consumatori determinati prodotti e servizi, fra cui:

  • e-commerce: siti e app attraverso cui si vende online, dal negozio al servizio in abbonamento;
  • servizi bancari e di pagamento rivolti ai consumatori;
  • trasporto passeggeri: biglietteria online, informazioni di viaggio, app;
  • comunicazioni elettroniche, e-book e servizi di accesso a contenuti audiovisivi.

Sono esentate le microimprese che forniscono servizi, cioè quelle con meno di 10 addetti e fatturato o bilancio annuo fino a 2 milioni di euro. L’esenzione però non vale per chi fabbrica o importa prodotti coperti dalla norma, e non protegge dai clienti che scelgono un concorrente perché il tuo sito non riescono a usarlo. La direttiva vale anche per le aziende extra UE che vendono nell’Unione, e ogni Paese l’ha recepita con una propria legge: in Italia il D.Lgs. 82/2022, in Repubblica Ceca la legge 424/2023, in Germania il Barrierefreiheitsstärkungsgesetz (BFSG).

Cosa significa, in concreto, “sito accessibile”?

Il riferimento tecnico è lo standard europeo EN 301 549, che rimanda alle WCAG 2.1 di livello AA (oggi aggiornate alla versione 2.2). Le regole si riassumono in quattro principi: i contenuti devono essere percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti, cioè leggibili anche dalle tecnologie assistive. Oltre a sistemare il sito, chi vende online deve spiegare nelle condizioni del servizio, o in una dichiarazione di accessibilità, come il servizio rispetta i requisiti.

I 10 controlli da fare subito sul tuo sito

  1. Tastiera: riesci a usare tutto il sito con Tab e Invio, menu e carrello compresi?
  2. Focus visibile: vedi sempre dove ti trovi mentre navighi con la tastiera?
  3. Contrasto: il testo ha un contrasto di almeno 4,5:1 con lo sfondo?
  4. Testi alternativi: le immagini che danno informazioni hanno un’alternativa testuale sensata?
  5. Titoli: le pagine hanno una struttura H1, H2, H3 ordinata?
  6. Moduli: ogni campo ha un’etichetta e i messaggi di errore spiegano come correggere?
  7. Zoom: con lo zoom al 200% il contenuto resta leggibile senza scorrere in orizzontale?
  8. Video: ci sono i sottotitoli e, quando servono, le trascrizioni?
  9. Lingua: la lingua della pagina è dichiarata, così lo screen reader la pronuncia bene?
  10. Link e pulsanti: il testo dice dove portano, senza “clicca qui”?

Una prima verifica la puoi fare con My Access Check, il nostro strumento per controllare l’accessibilità delle pagine. I controlli automatici trovano però solo una parte dei problemi: navigazione da tastiera, ordine di lettura e qualità dei testi alternativi vanno verificati a mano.

Bastano i plugin e i widget di accessibilità?

No. I widget che aggiungono un’icona con “ingrandisci testo” o “alto contrasto” non correggono il codice della pagina: se un pulsante non è raggiungibile da tastiera o un modulo non ha etichette, resta così. Spesso anzi disturbano gli screen reader che le persone usano già. L’accessibilità si ottiene sistemando template, componenti e contenuti, e mantenendola a ogni aggiornamento.

Cosa rischia chi non si adegua?

Le autorità di vigilanza possono chiedere di correggere le non conformità e applicare sanzioni amministrative, e gli utenti possono segnalare i siti non accessibili. Ma il rischio più concreto è commerciale: nell’Unione europea vivono circa 87 milioni di persone con disabilità secondo la Commissione europea, a cui si aggiungono gli anziani e chi naviga in condizioni difficili, con una mano sola o sotto il sole. Un sito che non riescono a usare è un sito che perde clienti. In più molte correzioni di accessibilità, come titoli ordinati, testi alternativi e codice pulito, migliorano anche SEO e velocità.

Come mettere a norma il sito senza rifarlo da zero

  1. Audit: controllo automatico più verifica manuale delle pagine chiave (home, schede prodotto, carrello, checkout, contatti).
  2. Priorità: si parte dai blocchi che impediscono di completare un acquisto o una richiesta.
  3. Correzioni: si interviene su template e componenti, così migliorano tutte le pagine insieme.
  4. Contenuti: chi aggiorna il sito impara a scrivere testi alternativi, titoli e link corretti.
  5. Dichiarazione e monitoraggio: si pubblica la dichiarazione di accessibilità e si ricontrolla a ogni rilascio.

Se il sito è vecchio o costruito su un tema difficile da correggere, a volte conviene rifarlo: un nuovo sito aziendale progettato accessibile fin dall’inizio costa meno di tante toppe.

In sintesi

L’European Accessibility Act è in vigore dal 28 giugno 2025 e riguarda soprattutto e-commerce e servizi digitali rivolti ai consumatori. Mettersi in regola significa rispettare le WCAG di livello AA, eliminare i blocchi principali e mantenere il sito accessibile nel tempo. Scopri come lavoriamo sull’accessibilità web e sui negozi online.

Vuoi sapere a che punto è il tuo sito? Scrivici per un controllo di accessibilità con PragaWeb: ti diciamo cosa correggere, in che ordine e con quali costi.

Ultime news

Tutte le news

Siti ed e-commerce

Sito multilingua: gli errori più comuni

URL per lingua, hreflang, traduzioni automatiche, parole chiave e selettore di lingua: gli errori che fanno perdere clienti esteri e come evitarli.